Chiesa, valore raddoppiato dopo un anno di Juve. Il futuro? Da punta

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Chiesa, valore raddoppiato dopo un anno di Juve. Il futuro? Da punta

L’esordio bianconero il 17 ottobre 2020, stessa data di domenica: pagato 50 milioni, ora costerebbe 100. Al momento è l’italiano con la valutazione più alta

Luca Bianchin

14 ottobre
– Milano

Federico Chiesa, ragazzo appassionato di cosmologia, sa bene quale Big Bang ha generato il suo mondo: il trasferimento alla Juventus. Federico in bianconero ha cambiato vita ed è cambiato come giocatore, lasciando il sospetto che per lui valga uno dei comandamenti validi solo per i campioni: più si alza il livello, più è a suo agio. Chiesa fino a un anno fa non aveva mai giocato in Champions League, in Nazionale aveva segnato solo all’Armenia, per molti era senza mezzi termini sopravvalutato: “Ma come, 50 milioni di investimento per un giocatore non particolarmente dotato tecnicamente, un po’ monodimensionale, non particolarmente bravo a leggere le situazioni?”. Dodici mesi dopo, c’è la risposta: massì, 50 milioni ora non solo sono pochi, sono uno scherzo. Federico è il miglior giocatore della Juve, ha vinto un Europeo e segnato tre gol in due partite a eliminazione diretta in Champions. Per quel discorso sui milioni, si prega di raddoppiare. La Juve è stata informata di club pronti a spendere 100 milioni per il numero 22 ma lo scenario non è di attualità. Chiesa sta bene alla Juve e alla Juve si vede a lungo.

Domenica… in attacco —  

Federico il 17 ottobre 2020 esordiva con la Juve a Crotone in una partita maledetta: 1-1 con Manolo Portanova titolare sulla fascia di Cristiano Ronaldo. E Federico? Espulso per una decisione arbitrale che gli juventini, contrariati quanto basta, hanno ricordato a lungo. Quel discorso sul buongiorno che si vede dal mattino è sopravvalutato. Chiesa da allora ha accelerato come nessuno e domenica sera, in un altro 17 ottobre, andrà in campo ancora con la Juve, pronto a sfidare a duello Mourinho e tutta la Roma, con la sua capacità di andare faccia a faccia con tutti, di schiacciare il pulsante del turbo per provare ad andare in porta col pallone. Pronostico: Federico domenica giocherà in attacco, come nelle ultime partite, e sarà la punta di una Juve da lotta, attenta, se serve chiusa davanti a Szczesny. Al momento, quello è il suo ruolo con Allegri. C’è solo da capire chi giocherà vicino a lui. Sensazione del giovedì: Kean è la scelta più naturale, ma un euro su Bernardeschi sarebbe ben speso.

Una vita di corsa —  

Il ruolo è solo l’ultima frontiera. Chiesa in questi 12 mesi è cresciuto più di quasi tutti i calciatori europei. Non ha cambiato caratteristiche, perché quelle forse non cambieranno mai. Federico non sarà mai un giocatore di letture e dialogo con i compagni e questo ha chiamato le critiche di Allegri di inizio stagione. A Chiesa non si può chiedere di fare con costanza i movimenti dell’esterno, di aspettare l’arrivo del terzino per andare a giocare dentro il campo. Il suo è un calcio istintivo, però che spettacolo. Federico va al ritmo di questi tempi frenetici e con i suoi scatti alza onde sul campo. Al netto dei gol e delle giocate decisive, i suoi strappi cambiano le partite e permettono ad Allegri di giocare un calcio più conservativo.

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Cento per cento —  

In tutto questo, le valutazioni economiche seguono. La Juve ha preso Chiesa dalla Fiorentina per 10 milioni di prestito biennale più 40 di obbligo di riscatto a determinate condizioni, che può trasformarsi in diritto nel caso in cui quelle condizioni non si verifichino. In più, 10 milioni di bonus. Il vero colpo, un inedito per affari del genere, è il prestito biennale a 3 e 7 milioni, preziosissimo per il bilancio della Juve. L’aspetto che gli juventini non vogliono considerare invece è il livello di eventuali nuove offerte dall’estero. Abbiamo chiesto a due società specializzate in valutazione dei calciatori, Wallabies e Cies, quale sia il valore di Federico. Risposta di Wallabies: 72,9 milioni, contro i 51,8 stimati un anno fa dal loro algoritmo. Risposta di Cies: 88,3 milioni, contro i 38,8 di un anno fa. Quella differenza di circa 15 milioni non stupisce – anche nel calciomercato, spesso i valori cambiano di settimana in settimana – ed è meno importante della tendenza: Chiesa corre verso i 100 milioni di valutazione, cifra mai spesa per un italiano, e probabilmente a oggi è l’azzurro con più valore. Quella cifra, di sicuro, è in linea con alcune delle trattative degli ultimi 15 mesi. Jack Grealish, preso dal City per 117 milioni. Jadon Sancho, allo United per 85. Kai Havertz, al Chelsea per 80.

Generazione Z —  

Federico può provare a guardarli alla pari anche se, come loro, è ancora un calciatore in via di definizione. Non è un primo violino naturale come altri Under 25 iperdotati – Mbappé, Haaland, lo stesso Sancho – ma sembra poter diventare un Nedved del 2021, capace di decidere partite e stagioni con intensità, forza, dominio atletico. Come lui piace tanto agli juventini e pochissimo agli avversari, che da anni lo criticano per gli atteggiamenti in campo.

Dinamite —  

Questo non cambierà mai. Semmai, il punto è capire che sarà di lui in futuro, come sarà Federico a trent’anni, da calciatore maturo. Chiesa a 24 anni va a velocità doppia rispetto agli altri bipedi con pallone e a velocità doppia rischia di consumarsi. Dovrebbe completarsi, migliorare seguendo le indicazioni di Allegri e Mancini, evolvere per farsi trovare pronto al calcio del 2027. Ecco, la prossima sfida: navigare i mari della Champions e restare un giocatore dominante, quando non avrà più la dinamite per alzare onde con uno scatto.

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