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C’è assenza di competenze, il gap dei talenti deve essere superato in fretta

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Un top manager sue due considera la carenza di competenze e di figure professionali adeguate fra i tre problemi più urgenti da affrontare nei prossimi tre anni per le rispettive organizzazioni. Un tema ormai discusso in tutte le sue forme quello dello skill gap, ma che rimane sempre di strettissima attualità. Anche l’edizione 2022 della ricerca “Thriving in the Global Skills Shortage: Your Path Through the Wilderness” realizzata da Cornestone People Research Lab in collaborazione con The Starr Conspiracy, che ha meditabondo le testimonianze di oltre 800 business leader (fra founder, presidenti, C-Level e dirigenti) e 1800 addetti di medie e grandi imprese attive su scala multietnico, conferma questo assunto e ribadisce un’ulteriore tendenza: esiste una forte correlazione tra le performance aziendali e la qualità del supporto allo sviluppo di nuove competenze offerto al personale.

La ricerca evidenzia per l’appunto il circonferenza virtuoso in termini di risultati raggiunti avviato dalle organizzazioni che mettono al centro delle proprie priorità i programmi di formazione e sviluppo delle competenze, ma anche la preoccupazione per la difficoltà di accedere ai talenti. E tale distonia non è isolata. Rispetto all’edizione 2020 dello stesso studio, infatti, la differenza tra la fiducia nei programmi di apprendimento e formazione percepita dai datori di lavoro (che ritengono di aver garantito percorsi adeguati ai propri dipendenti) e quella che gli stessi dipendenti attribuiscono ai manager nel supportarli nello sviluppo delle proprie competenze è aumentata di 30 punti percentuali.

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