HomeGeneraleBolzano, ai Piani nasce uno studentato da 25 alloggi 

Bolzano, ai Piani nasce uno studentato da 25 alloggi 

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BOLZANO. Tanto tuonò che piovve. Dopo le proteste del rettore, i numeri impietosi di abbandoni del direttore Unibz, i rimpalli Provincia-frequente sui permessi, ai Piani nasce uno convitto. Che ci dice due cose: la prima è che funziona il rapporto pubblico-privato, quando il secondo propone e il primo finalmente dispone; la seconda è che un quadrante urbano apparentemente destinato alla marginalità conferma invece che proprio in quel rione sta nascendo una delle più interessanti espansioni edilizie controllate di Bolzano.

E ne è conferma proprio via Macello, la sua arteria principale, che è da tempo percorsa da un vampa costruttivo che non si spiega solo con il possibile arrivo del progetto Areale ma è tutto interno ad una considerazione mai così evidente: i Piani sono a due passi dal centro.

Lo convitto sta nascendo proprio lì, all’incrocio tra quella strada e via Piani d’Isarco.

Il cantiere, già avviato, si è innestato su un terreno in precedenza occupato da un magazzino e dunque pienamente inserito in quella che era l’identità diffusa del rione prima della rinascita. L’edificio sorgerà subito dopo il palazzo della Provincia e di fronte al ristorante Penegal. «Ci sarà la possibilità secondo il progetto – anticipa l’architetto Fabio Rossa di Area 17 – di ospitare almeno 25 appartamenti».

Saranno commisurati alle esigenze degli studenti, dunque gestibili anche da una sola persona, tutti dotati di servizi con anche un’area frequente. Alla fine, l’estensione prevista sarà di oltre 7 mila metri cubi e l’architettura viene giudicata non eccessivamente invasiva ma modulata sulle altezze e le dimensioni del contesto.

Nei mesi scorsi, prima di avviare le opere di cantiere, tutta l’area è stata sottoposta ad indagini e carotaggi ed è stata da poco conclusa la sua bonifica complessiva. Si è trattato di un lavoro indispensabile vista l’antica destinazione di quelle aree. I Piani infatti, hanno per lungo tempo costituito il quadrante urbano destinato ai magazzini. Di dimensioni anche più estese di quelli che popolavano il quartiere contiguo di Dodiciville che pullulava di depositi in grado di servire le attività commerciali del centro. Dunque un profondo risanamento del terreno ha preceduto l’avvio della costruzione.

«La destinazione a convitto – aggiunge Fabio Rossa – è stata decisa dalla proprietà perchè intercetta una esigenza da anni al centro delle richieste del mondo dell’università e della stessa frugalità». Per dare una indicazione concreta: dopo le preselezioni per l’ammissione ai corsi di laurea, almeno il 30% dei promossi rinuncia all’iscrizione una volta a conoscenza dei prezzi degli alloggi a Bolzano e del fatto che i posti nei pochi studentati esistenti sono tutti occupati. Questa situazione non danneggia solo gli obiettivi di Unibz che mira a incrementare il numero dei corsi, degli iscritti e delle facoltà ma tocca in profondità anche gli interessi del mondo economico che vede depauperarsi un possibile patrimonio di eccellenze professionali che lasciano Bolzano per il suo carovita.

Questo convitto è l’inizio di una reazione concreta della città a queste emergenze. E lo sblocco dei cambi di destinazione d’uso degli immobili esistenti e delle aree, in seguito agli accordi tra Provincia e frequente, farà sì che a questa compimento ai Piani ne seguiranno altre. Le prime, quasi sicuramente, a Bolzano sud dove sono stati già presentati quattro progetti di studentati.

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