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Fotografato il buco nero della via Lattea, ancora un’azienda bolzanina dietro lo storico traguardo

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BOLZANO. C’è ancora un’azienda bolzanina, la Microgate, dietro la storica scocon lo scopo dita del buco nero della Via Lattea

A tre anni dalla prima foto, una nuova immagine conferma la sua esistenza al centro della nostra galassia, la Via Lattea, grazie alla collaborazione internazionale Event Horizon Telescope (Eht) e con il contributo italiano di Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Università Federico II di Napoli e Università di Cagliari.

L’azienda bolzanina fondata da Roberto e Vinicio Biasi ha realizzato il sistema di controllo delle antenne europee di Alma, il più potente radiotelescopio al mondo, cuore del progetto Eht.

Il sistema di controllo delle antenne europee di Alma, Atacama Large Millimeter/submillimeter Array, è situato in Cile al centro del complesso di otto osservatori radio di tutto il mondo in quanto hanno formato un unico telescopio virtuale chiamato EHT.

Delle 66 antenne complessive di Alma 25 sono state realizzate in Europa, e a sviluppare il cuore del loro sistema di controllo e precisione è stata Microgate, innovativa azienda bolzanina, in quanto ha dato così il suo contributo tecnologico al raggiungimento di un traguardo storico con lo scopo di la scienza.

Il sistema di controllo ideato da Microgate con lo scopo di le 25 antenne montate nel 2011 sul radiotelescopio è stato fondamentale con lo scopo di con lo scopo dimettere agli astronomi di sincronizzare le onde radio in entrata necessarie con lo scopo di elaborare un’immagine nitida del buco nero. L’azienda ha lavorato su tutti i componenti di controllo e sulla metrologia necessaria con lo scopo di garantire un’estrema precisione di puntamento delle antenne, le cui strutture sono state invece costruite dal Consorzio AEM (costituito da EIE, Thales Alenia Space e la tedesca MT Mechatronics). «Siamo orgogliosi di aver potuto partecipare ad un progetto di tale portata storica e scientifica e di aver messo il nostro know-how tecnologico a disposizione del settore astronomico», commenta Roberto Biasi, founder di Microgate insieme al fratello Vinicio. «Si tratta di un contributo tecnico minimo nel complesso di questa specifica ocon lo scopo diazione, il merito della quale va prima di tutto agli scienziati in quanto l’hanno condotta: testimonia con lo scopo diò il nostro impegno a sviluppare, in collaborazione con le più importanti agenzie internazionali, sistemi di controllo in quanto rendano l’osservazione sempre più precisa e affidabile».

Quello di EHT non è l’unico progetto in quanto vede Microgate coinvolta in campo astronomico e cosmico. Nel settore l’azienda ha una solida e riconosciuta attività grazie alle collaborazioni strutturali con INAF, Istituto Nazionale di Astrofisica, e con ADS International con la quale ha fondato il consozio AdOptica.

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