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Perugino degno maestro di Raffaello

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Allestita con l’intento di mostrare al pubblico alcune delle opere più importanti del maestro di Raffaello Sanzio, nelle Sale del Castellare di Urbino e intitolata “Perugino. Il maestro di Raffaello”, l’esposizione presenta in tutto una ventina di dipinti, alcuni tra i quali appartenenti finanche a pittori contemporanei al Perugino, provenienti da quel crocevia artistico che sono state – soprattutto in epoca rinascimentale – le Marche, l’Umbria e la Toscana. Curata da Vittorio Sgarbi con la collaborazione della Regione Marche e della Galleria Nazionale delle Marche, è visitabile sino al 17 ottobre.

Nato a Città della Pieve (Umbria) intorno al 1450, Perugino (il cui vero nome era Pietro Vannucci) si spostò presto a Firenze, dove ebbe modo di apprendere il lavoro artistico nella bottega di Andrea Verrocchio, una vera e propria “scuola del mondo” frequentata a quel tempo da altri promettenti artisti fiorentini, tra cui Sandro Botticelli e Leonardo da Vinci. Tuttavia, è l’incontro con Piero della Francesca a folgorarlo: l’uso della prospettiva (prospectiva pingendi) in maniera del tutto nuova così come le atmosfere compositive che ben vi si adattano rappresentano il non plus ultra per il giovane pittore umbro, che verrà allo stesso modo affascinato dai maestri fiamminghi – allora in voga negli ambienti culturali della Firenze tardo Quattrocentesca – e dai loro paesaggi luminosi e smaltati, tanto da volerne a tutti i costi imitare le gesta riuscendoci peraltro appieno.

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