HomeCulturaStephen Hawking fisico e popstar. La scienza abbinata al coraggio- Corriere.it

Stephen Hawking fisico e popstar. La scienza abbinata al coraggio- Corriere.it

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di PAOLO VIRTUANI

Esce l’8 gennaio con il Corriere il libro Dal big bang ai buchi neri del cosmologo inglese nato 80 anni fa. Fece importanti scoperte teoriche, era un eccellente divulgatore

In un episodio della saga di Star Trek si svolge una partita a poker virtuale creata da un ologramma. Insieme all’androide Data, al tavolo sono seduti Newton, Einstein e Stephen Hawking. Mentre i primi tre sono impersonati da attori, Hawking interpreta se stesso. Aver accettato di comparire in un cameo nella famosa serie fantascientifica illustra bene la personalit del cosmologo inglese e la sua determinazione a uscire dagli schemi nonostante la grave malattia degenerativa che gli era stata diagnosticata all’et di 21 anni, una forma di sclerosi laterale amiotrofica.

Newton, scorbutico e rancoroso com’era, non avrebbe mai accettato di comparire di persona in un film, e forse nemmeno Einstein. Ma quando Hawking prese questa decisione non era pi solo uno scienziato, era gi diventato una star internazionale, il Freddie Mercury della scienza, un ruolo che gli piaceva e che voleva ricoprire anche per dimostrare che una persona colpita da una malattia debilitante devastante poteva comunque vivere una vita appagante. Anche se siete costretti su una sedia a rotelle, continuate a vivere e a lottare, sembrava che Hawking volesse dire con la sua sola presenza a conferenze e programmi televisivi di divulgazione scientifica.

Hawking-rockstar non un accostamento azzardato o irrispettoso. Nel 1994, grazie a un microprocessore Intel, la sua voce comparve nel brano Keep Talking dei Pink Floyd con frasi che intendevano sottolineare l’importanza evolutiva che ha avuto per l’umanit la possibilit di esprimersi a parole. Collaborazione estesa ulteriormente 20 anni dopo in un pezzo chiamato Talkin’ Hawkin’ contenuto nell’album The Endless River, in cui tra le altre cose afferma: Le nostre pi grandi speranze potrebbero diventare realt in futuro. Con la tecnologia a nostra disposizione le opzioni sono sconfinate.

Per Hawking le opzioni erano veramente sconfinate: non solo scienziato e professore (per 30 anni fu docente lucasiano di matematica a Cambridge, la stessa cattedra occupata 310 anni prima da Newton), ma grande divulgatore e scrittore. Il suo libro del 1988 Dal big bang ai buchi neri, sabato 8 gennaio in edicola con il Corriere rimasto per 237 settimane (oltre quattro anni e mezzo) nella classifica dei libri pi venduti del Sunday Times. Negli anni successivi scrisse altri volumi di straordinario successo, di cui meritano di essere citati almeno La teoria del tutto e La grande storia del tempo.

Hawking ha avuto l’indiscusso merito di portare la scienza, e in particolare una branca ostica come la fisica teorica, a livello del grande pubblico. Il suo era un linguaggio semplice ma mai banale, accattivante ma con solide basi scientifiche, in grado di far passare concetti complicati come la gravit quantistica, lo spazio curvo o l’espansione dell’universo.

Hawking stato l’icona dello scienziato che non se ne sta chiuso nel suo laboratorio o che dedica la sua intera vita all’insegnamento, avulso dal mondo, senza che di lui si sappia niente a parte le pubblicazioni scientifiche. Hawking, al contrario, il principale esponente di quella schiera di scienziati impegnati che ha visto in Einstein il primo e pi importante esempio. E che, forse, ha trovato in Giorgio Parisi, neo Nobel per la fisica, la personalit in grado di proseguire su quella strada.

Nel 2007 Hawking speriment per alcuni istanti anche l’assenza di peso in un particolare volo parabolico a caduta libera con un aereo in cui vengono allenati gli astronauti per la permanenza a gravit ridotta sulla Stazione spaziale internazionale. La sua gioia, lui costretto su una sedia tecnologica, traspare dalle riprese che vennero fatte e che si possono vedere anche sul web. Se non fosse scomparso nel 2018, forse oggi che avrebbe compiuto 80 anni sarebbe partito su uno dei voli per turisti spaziali e l’avremmo visto fluttuare nel Cosmo. Richard Branson, patron di Virgin Galactic, gli aveva infatti gi offerto anni fa un passaggio gratuito per un volo suborbitale.

La dimensione pubblica di Hawking rischia per di far passare in secondo piano quella di scienziato. Hawking occupa un posto di prima fila nella recente storia della fisica soprattutto grazie ai suoi studi sul Big Bang e sui buchi neri. Nato e laureato a Oxford, si perfezion a Cambridge, dove rimase a insegnare. Dopo la diagnosi della malattia, i medici gli avevano dato due, al massimo tre anni di vita. Nel 1985 in seguito a una grave polmonite fu sottoposto a tracheotomia e non fu pi in grado di parlare in modo autonomo senza sintetizzatore vocale. I suoi studi insieme a Roger Penrose, Nobel per la Fisica nel 2020, portarono alla teoria delle singolarit gravitazionali, in cui la curvatura dello spaziotempo tende all’infinito, come nel Big Bang e nei buchi neri, provando che le singolarit sono una caratteristica generale e non occasionale della teoria della relativit.

Successivi studi portarono Hawking a formulare due leggi che portano il suo nome: la teoria dell’area dei buchi neri e quella della radiazione di Hawking. La prima, teorizzata nel 1971 e verificata da osservazioni solo il 1 luglio 2021 grazie all’analisi di onde gravitazionali, afferma che l’area dell’orizzonte degli eventi di un buco nero (la superficie oltre la quale non possiamo vedere niente perch la gravit cos alta che neanche la luce riesce a sfuggire) non diminuisce mai. La seconda invece la dimostrazione che anche i buchi neri sono descritti dalle leggi della termodinamica e perdono gradualmente massa tramite la radiazione di Hawking, fino a evaporare del tutto in tempi lunghissimi. A meno che non si tratti di buchi neri primordiali, con massa minore, che potrebbero essere gi evaporati.

La ricerca dei buchi neri primordiali uno dei pi avanzati campi di studio in astrofisica e viene compiuta con l’analisi delle onde gravitazionali. Se venissero trovati, sarebbe la pi grande vittoria di Stephen Hawking. (Spoiler: la mano di carte di Star Trek venne vinta da Hawking con un poker di 7 battendo Einstein che aveva rilanciato pensando a un bluff).

Un’opera rivolta al pubblico curioso – In edicola con un testo di Carlo Rovelli

Ricorre sabato 8 gennaio l’ottantesimo anniversario della nascita del grande fisico inglese Stephen Hawking, che era nato appunto l’8 gennaio 1942 ed scomparso il 14 marzo 2018. E sempre l’8 gennaio esce in edicola con il Corriere della Sera il libro dello stesso Hawking Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo al prezzo di euro 9,90 pi il costo del quotidiano. Il volume, realizzato in collaborazione con Rizzoli, resta in edicola per un mese e contiene anche l’articolo del fisico Carlo Rovelli pubblicato su la Lettura in ricordo di Hawking dopo la sua morte. Lo scienziato britannico sin da giovane era stato colpito da una malattia gravissima, la sclerosi laterale amiotrofica, che lo aveva relegato su una sedia a rotelle e gli aveva sottratto progressivamente l’uso di tutti i muscoli del corpo. Comunicava con i movimenti degli occhi, attraverso un sintetizzatore vocale, ma ci nonostante aveva dato un grande contributo al progresso degli studi nel campo della fisica teorica e si era affermato come una sorta di icona popolare della scienza. Stephen — scrive Carlo Rovelli —, nel suo modo un po’ sfacciato da eterno ragazzetto impunito, ha dato al mondo una lezione umana straordinaria. Una lezione di amore per la vita, per l’intelligenza, per la curiosit. Il volume Dal big bang ai buchi neri un esempio del modo in cui Hawking riusciva a rendere comprensibili e accessibili al grande pubblico anche concetti di eccezionale complessit, relativi allo spaziotempo, ai buchi neri, all’origine e al destino dell’universo in cui ci troviamo. Il volume contiene anche ritratti di grandi scienziati del passato: Albert Einstein, Galileo Galilei, Isaac Newton.

7 gennaio 2022 (modifica il 7 gennaio 2022 | 19:40)

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