Coltivare per il futuro come mille anni fa: l’agrifood che rigenera- Corriere.it

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Coltivare per il futuro come mille anni fa: l’agrifood che rigenera- Corriere.it

Come dar da mangiare ai dieci miliardi di persone che popoleranno la Terra nel 2050 in un mondo con terreni sempre pi impoveriti, sommerso dai rifiuti e con emissioni di CO2 fuori controllo? A venti chilometri in linea d’aria da piazza del Duomo a Milano ci sta provando NeoruraleHub. Tutti parlano di sostenibilit, ma nessuno di sostenibilit a 360 gradi, dice Piero Manzoni, fondatore e amministratore delegato di NeoruraleHub. Ci ispiriamo all’economia circolare il cui esempio migliore fornito dalla natura stessa, che lo pratica da milioni di anni: i rifiuti degli uni diventano una risorsa per altri, il pianeta si autogestisce e le risorse sono salvaguardate. Sui millesettecento ettari di propriet a Giussago, a sud di Milano al margine della provincia di Pavia, coltivati in gran parte a riso, non si fa agricoltura biologica o biodinamica, ma biorigenerativa.

Non siamo agricoltori di famiglia, siamo nuovi rurali, specifica Manzoni. Torniamo nelle zone periurbane e suburbane portando un concetto diverso: agricoltura non pi intesa come fornitrice di soli prodotti agricoli, ma di servizi ecosistemici. In campagna favoriamo startup, pmi e aziende con tecnologie innovative nel campo dell’agrifood. NeoruraleHub nasce nel 2018, ma gi nel 1995 l’idea di tornare a un paesaggio che dominava la pianura padana mille anni fa aveva mosso i primi passi.

Alberi, siepi e canali

Ora la societ si suddivide in tre settori, di cui uno (Innovation Center) dedicato all’unico Premio Nobel italiano per la chimica: Giulio Natta. Ritornare a mille anni fa? Un’utopia nel migliore dei casi, o una follia visto che la zona si trova nel bel mezzo di un’area a pi intensa agricoltura industriale d’Europa . Noi la chiamiamo in modo diverso: deserto agricolo. L’agricoltura incentivata di Ue e Stati Uniti non ha senso economico, se non quello di salvare una categoria, illustra Manzoni. L’incentivo viene dato per ettaro di seminativo, ci favorisce la scomparsa di alberi, siepi, canali. Ogni centimetro quadrato che non pu essere seminato viene eliminato: si crea un deserto agricolo. La nostra logica diversa: dare l’incentivo all’agricoltore se diventa tutore del territorio e crea un polmone verde intorno alle citt stoccando CO2 . NeoruraleHub sui propri terreni ha creato un rete di canali e dighe in modo che l’irrigazione avvenga in modo naturale, senza idrovore che consumano combustibili per portare l’acqua. Al posto di abbattere alberi, ha piantato quelli autoctoni e rimesso le siepi tra un campo e l’altro. Il risultato sono terreni pi ricchi di nutritivi senza utilizzare fertilizzanti azotati, perch le sostanze sono deposte naturalmente dalle acque di inondazione, come avveniva con il Nilo nell’antico Egitto, e con le deiezioni di animali lasciati liberi come una quindicina di cavalli e uri, i progenitori degli attuali buoi.

Esternalit positive

stato ricostituito un ecosistema naturale di uccelli che si nutrono di insetti, le zanzare (nelle risaie!) sono sparite senza usare pesticidi, sono tornate rane, cicogne, anatre, caprioli, lepri e altri animali. Cose che noi chiamiamo esternalit positive. Inoltre i nostri terreni hanno una fertilit tre volte maggiore delle risaie circostanti, dice l’amministratore delegato dell’azienda. Dai lavori preparatori e di sistemazione abbiamo ricavato molti dati che abbiamo trasformato in tecnologie della filiera. Per noi agrifood significa “dal campo alla tavola al campo”.

Fertilizzanti alternativi

A NeoruraleHub il cerchio viene chiuso con il Nutrient Recovery Center, un sistema innovativo di digestione termofila dei rifiuti umidi urbani, reflui di allevamenti e scarti agricoli. Non un semplice digestore, un classico impianto di biogas o di compostaggio, ma tutte queste cose insieme associate a un impianto produttore di fertilizzante che si autoalimenta e vende energia. un nostro brevetto, aggiunge ancora Piero Manzoni. Virus e batteri sono eliminati dal calore della digestione, si ricava un fertilizzante che varia la viscosit in base all’energia che applico (come lo yogurt, ndr) e che posso immettere nel terreno. Una volta irrigato, gli elementi nutritivi passano nel terreno e in soluzione solubile vengono assorbiti dalle piante. Il risultato che non ho pi la necessit di arare e rivoltare le zolle per far penetrare i fertilizzati che ricavo del petrolio. Non rivoltando pi il terreno, non anniento la sostanza organica presente nel terreno formata da lombrichi, collemboli e altri organismi microscopici fondamentali per un terreno naturale in salute.

Esperienza e innovazione

NeoruraleHub una commistione tra passato e futuro, la dimostrazione sul campo che per entrare nell’agricoltura futura utilizzando le esperienze del passato occorre l’innovazione tecnologica. Per esempio utilizzando l’acqua di falda che ha una temperature di 12 gradi d’inverno e 14 C in estate. Con un sistema di pompe di calore, la sede riscaldata in inverno e rinfrescata in estate. L’energia per il sistema? La prendiamo dai pannelli fotovoltaici. Agricoltura 3.0, 4.0? Sono sigle con poco significato perch a pochi chilometri da Milano si pu toccare con mano l’agricoltura di domani. Quella che rispetta l’ambiente, anzi lo riporta alle sue condizioni naturali primigenie, produce profitti e offre lavoro alle giovani startup. Il futuro, insomma.

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